Prima sessione dell’inchiesta diocesana su don Antonio Loi


Prima Sessione dell’Inchiesta Diocesana sull’Eroicità delle Virtù del Servo di Dio don Antonio Loi

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P.S.R.S. – Giovedì 19 aprile 2018

In occasione della giornata degli ex alunni, tenutasi presso il Pontificio Seminario Regionale Sardo il 19 aprile 2018, l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio ha aperto la prima sessione dell’inchiesta diocesana sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio don Antonio Loi. I seminaristi, insieme alla comunità parrocchiale di Decimoputzu, hanno con gioia accolto l’invito alla preghiera e partecipato alla cerimonia presieduta dall’Arcivescovo cagliaritano accompagnato da S.E.R. Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo della Diocesi di Iglesias, altri presuli sardi e S.E.R. Mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Il postulatore don Fabrizio Deidda ha presentato gli atti del processo alla presenza dei notai e degli avvocati responsabili dell’inchiesta, di Mons. Ottavio Utzeri cancelliere della Diocesi di Cagliari, del parroco di Decimoputzu don Gian Marco Casti e di don Antonio Mura rettore del Seminario. È stato bello e importante vivere questo momento proprio nella giornata in cui diversi ex alunni del Pontificio Seminario Regionale hanno vissuto insieme una giornata all’insegna della fraternità, della preghiera e dello stare insieme, abbracciando così anche l’esemplare figura di don Antonio, anch’egli ex alunno di questo Seminario.

Nato a Decimoputzu nel 1936, don Antonio trascorre la sua giovinezza educato fin da bambino ad una vita di fede e di lavoro, in particolare sviluppa una profonda devozione alla Madonna a cui fin da piccolo la mamma Greca lo consacrò in modo particolare. Nel 1949 iniziò la formazione nel Seminario diocesano di Iglesias, proseguita poi Nel Seminario Regionale Sardo, al tempo sito in Cuglieri. È nella sua quotidianità che don Antonio si distinse per le particolari virtù, nella fede, nella semplicità e nella carità, decidendo di offrire tutta la sua vita a Cristo, cosa che avverrà nel portare la croce della malattia, nella sofferenza ma nella ferma certezza di essere amato dal Dio della vita che per il nostro caro seminarista aveva già iniziato a scrivere le belle pagine di una vita santa. Il 22 settembre 1963 fu ordinato sacerdote, ma soli ventuno mesi più tardi tornò alla casa del Padre. Don Antonio, nella sua estrema semplicità e maturità, nel suo grande amore, seguendo le orme di Cristo, è esempio per ciascuno che accoglie e porta su di sé la propria croce. In particolare per noi seminaristi è esempio di come ci si prepara e di come si vive il sacerdozio, donandosi totalmente a quell’Amore Infinito che non cessa mai di sovrabbondare in Grazia.


 

PROGRAMMA (dalle ore 15:30)

– Saluto dell’Arcivescovo S.E.R. Mons. Arrigo Miglio;
– Intervento del Postulatore, che traccerà breve biografia di don Antonio Loi;
– Lettura dei mandati da parte del PSRS e della Parrocchia delle Grazie in Decimoputzu;
– Consegna del mandato all’ Arcivescovo che lo passa al Giudice e al Promotore;
– Intervento del Cancelliere della Curia che da’ lettura del nulla osta della Congregazione dei Santi;
– Lettura dei Decreti di nomina da parte del Cancelliere e giuramento degli ufficiali del Tribunale;
– Consegna dell’elenco dei testi da parte del Postulatore;
– Consegna da parte del Cancelliere di tutti gli atti al notaio dell’indagine diocesana;
– Benedizione da parte dell’Arcivescovo e canto conclusivo.

Le persone che partecipano per il Tribunale sono: don Luca Venturelli, Giudice Delegato; Avv. Enrico Roda, Promotore di Giustizia; Emanuela Muzzu, Notaio Delegato; Maria Carmela Sanna, Notaio aggiunto; Mons. Ottavio Utzeri, Cancelliere della Curia.

Gli attori della causa sono: il Parroco di Decimoputzu, don Gian Marco Casti; don Antonio Mura, Rettore del PSRS; don Fabrizio Deidda, Postulatore Diocesano.

Saluti carissimi e richiesta di vicinanza vicendevole nella preghiera da don Antonio Mura (Rettore PSRS)

 


 

Don Antonio Loi

… una testimonianza

I seminaristi di Iglesias al funerale di don Antonio Loi. Il 29 maggio 1965, con lo strazio nel cuore, don Vittorio Lucchesi, già direttore spirituale del seminario vescovile Maria Immacolata di Iglesias, ci annunciò la morte di don Antonio Loi. Non era una gita, il giorno seguente, salimmo con don Vittorio sul pullman che ci avrebbe portato a Decimoputzu, per dare l’ultimo saluto ad Antonio Loi, che aveva frequentato anni prima il nostro seminario. L’anno scolastico volgeva al termine, ma gli alunni della quinta ginnasio presto avrebbero dato gli esami presso gli Scolopi di Sanluri, non vollero mancare a questo evento. Solo i ragazzi della prima e seconda media restarono a casa. Mons. Enea Selis, vescovo ausiliario di Iglesias, che stravedeva per quel suo figlio spirituale che aveva voluto accompagnare due anni prima al santuario della Madonna di Lourdes, nascose il suo grande dolore e facendosi forza, pregò, pregò tanto con noi, anche per dissimulare la sua grande tristezza e per rincuorarci. I nostri pensieri, erano per gli ultimi istanti del nostro amico Antonio, che se ne era andato il giorno prima, recitando il “Te Deum”. Aveva finito di soffrire celebrando la sua ultima Messa. In quel viaggio, parlavamo di Antonio, già come di un Santo, per noi giovani aspiranti al sacerdozio, era un compagno da imitare. Arrivammo a Decimoputzu dopo le quindici; tutto il paese era schierato attorno alla chiesa e alla casa padronale campidanese, dove abitava don Antonio. Entrammo a turno nella piccola stanza dove c’era il feretro del sacerdote, giusto il tempo di recitare alcune preghiere. Poi, una fila interminabile di seminaristi, chierici, sacerdoti e una grandissima folla, accompagnò la salma, prima in chiesa poi al camposanto. Il ritorno a casa è per noi, ancora più triste. Se di solito eravamo sempre frizzantini, quella sera, non avevamo nessuna voglia di chiaccherare, molti di nascosto piansero amaramente. Il tempo di arrivare ad Iglesias, recitare il Rosario all’ombra della sera, mentre le stelle stavano a guardare, e poi anche quella giornata interminabile ebbe fine. Andammo a letto, sereni e sicuri che il nostro amico Antonio avrebbe vegliato su di noi.

Antonio Ollosu (Musei, Diocesi di Iglesias)