Religiose


COMUNITÀ FIGLIE DI SAN GIUSEPPE

  • SUPERIORA SUOR PAOLA GUISO
  • SUOR MARIA GIACINTA PILLITTU
  • SUOR ELSITTA MURIANKARY

CARISMA : Vivere l’ideale evangelico della Consacrazione, della comunione e del servizio, alla scuola del Servo di Dio Padre Felice Prinetti. Avendo San Giuseppe come modello e patrono.

 

Felice Prinetti nacque il 14 maggio 1842 a VogheraDopo i primi studi nella natia Voghera, nel 1857 si iscrisse all’Università di Torino, laureandosi come ingegnere nel 1864. Nel contempo, a 18 anni, nel 1860, entrò nella Regia Accademia Militare di Torino, dove nel 1862 raggiunse il grado di sottotenente di artiglieria e nel 1866 quello di capitano. Si arruolò come volontario nell’esercito del re di Sardegna e nel 1866 prese parte alla III Guerra d’Indipendenza contro l’Austria. Nel 1870 fu assegnato al Polverificio di Fossano, in provincia di Cuneo, del quale l’anno successivo divenne direttore, poi addetto alla Stato Maggiore Generale e al Ministero della Difesa del nuovo Regno d’Italia. Prima di tutto egli era “Miles Christi”: cavaliere di Cristo! In quegli anni, un giorno, a Torino, venne rimproverato aspramente da un collega ufficiale perché, in divisa, accompagnò un sacerdote che portava la Comunione ad un moribondo. Siccome reagì con fierezza agli insulti del collega, costui lo sfidò a duello. Non potendo accettare la sfida, in quanto cattolico fedele al comandamento di non uccidere, il capitano Prinetti si dimise dall’esercito nel novembre del 1873 e rinunciò alla brillante carriera militare. Nell’ottobre 1873, infatti, giunse al Polverificio di Fossano il missionario P. Paolo Abbona, degli Oblati di Maria Vergine, Congregazione fondata dal ven. Pio Bruno Lanteri (1759-1830). Accompagnava una missione della Birmania a conoscere le organizzazioni militari europee, per poi impiantarle in terra birmana. Il missionario propose allora al capitano Felice Prinetti di recarsi in Birmania ad organizzare insieme ad altri ufficiali l’esercito di quel Paese e segnatamente il Polverificio di Magdallé. Felice Prinetti accettò la proposta di seguire il P. Abbona, ma invece di andare in Birmania il 15 dicembre entrò nella Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, la stessa di padre Abbona, nel Noviziato di Nizza Marittima.Il gennaio 1874 ne indossò l’abito; il 16 gennaio 1875 fece la sua professione religiosa e il 23 dicembre 1876 venne ordinato sacerdote; era il terzo figlio dei Prinetti a diventarlo. Nel 1881, il padre oblato Vincenzo Berchialla fu nominato arcivescovo di Cagliari e si scelse come segretario P. Felice Prinetti. P. Prinetti venne così in Sardegna, divenne allo stesso tempo un attivo collaboratore del vescovo, Rettore del Seminario, Direttore dell’ufficio amministrativo, Redattore del periodico cattolico “Il Risveglio”, confessore e direttore spirituale molto ricercato. Venute meno le Suore Cottolenghine, che lavoravano nel Seminario, diede vita ad una congregazione religiosa femminile che doveva dedicarsi al servizio del Signore, della Chiesa, dei sacerdoti. Riunì un primo nucleo di donne intorno ad una giovane vedova Eugenia Montisci, e, così, il 20 settembre 1888, nacquero le “Figlie di S. Giuseppe”. Dopo appena un anno, la neonata Congregazione aprì una Casa a Genoni nella diocesi di Oristano e nel 1894 ebbe l’approvazione diocesana di Cagliari. Nel frattempo, il vescovo di Oristano mons. Zunnui Casula, il 24 ottobre 1895, confermò l’erezione canonica delle ‘Figlie di S. Giuseppe’, e la Casa di Genoni divenne la loro Casa Madre. P. Prinetti nei delicati compiti che gli furono affidati fu un educatore dolce ed energico. Uomo di fede e di scienza, confessore e guida di anime, sempre unito a Gesù, leggeva nell’intimo e compiva azioni che avevano del miracoloso. Diceva:“Gesù è infinitamente buono. C’è tanto da fare per Lui, per salvargli le anime. Le forze mancano ma siamo beati perché crediamo e soffriamo per Lui”. Ripeteva spesso: “Com’è buono Gesù che ci concede di lavorare e persino di soffrire per Lui! Non è questa l’intimità dell’amore?”. Quando, il 24 maggio 1915, l’Italia entrò in guerra. P. Prinetti moltiplicò la carità e l’azione per i fratelli, sempre spinto dal suo grande amore per Gesù. Il 5 maggio 1916, venne colpito da infarto, cadde come un soldato sul campo. “Il duello cui trentenne era stato sfidato da un bullo dell’esercito, l’aveva vinto lui, il capitano fiero della sua fede, oltre ogni aspettativa, andando contro corrente, portando al mondo la luce dell’unica verità che salva”. La causa per la sua beatificazione, introdotta il 26 febbraio 1982, è attualmente in avanzata fase finale.