Settimana di Animazione Missionaria


SETTIMANA DI ANIMAZIONE MISSIONARIA

… per riscoprire la gioia del Vangelo

…per riscoprire la gioia dell’annuncio!

7 – 11 marzo 2017

P.S.R.S. – Cagliari

“Inviata per mandato divino alle genti per essere «sacramento universale di salvezza» la Chiesa, rispondendo a un tempo alle esigenze più profonde della sua cattolicità ed all’ordine specifico del suo fondatore, si sforza di portare l’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini. Ed infatti gli stessi apostoli, sui quali la Chiesa fu fondata, seguendo l’esempio del Cristo, «predicarono la parola della verità e generarono le Chiese». È pertanto compito dei loro successori perpetuare quest’opera, perché «la parola di Dio corra e sia glorificata» (2 Ts 3,1) ed il regno di Dio sia annunciato e stabilito su tutta quanta la terra. D’altra parte, nella situazione attuale delle cose, in cui va profilandosi una nuova condizione per l’umanità, la Chiesa, sale della terra e luce del mondo, avverte in maniera più urgente la propria vocazione di salvare e di rinnovare ogni creatura, affinché tutto sia restaurato in Cristo e gli uomini costituiscano in lui una sola famiglia ed un solo popolo di Dio. Pertanto questo santo Sinodo, nel rendere grazie a Dio per il lavoro meraviglioso svolto da tutta la Chiesa con zelo e generosità, desidera esporre i principi dell’attività missionaria e raccogliere le forze di tutti i fedeli, perché il popolo di Dio, attraverso la via stretta della croce possa dovunque diffondere il regno di Cristo Signore che abbraccia i secoli col suo sguardo, e preparare la strada alla sua venuta.”

AG, 1

 

 

Lettera di presentazione di Padre Dino Tessari degli Oblati di Maria Immacolata

Reverendi, Don Antonio Mura e equipe formatori, e carissimi amici seminaristi del PSRS,

pace e bene nel Signore Gesù! Sono p. Dino Tessari O.M.I. che a nome della Pontificia Unione Missionaria (Missio Consacrati) visiterà i seminari della Sardegna. Mio intento sarà quello di aiutarci a riscoprire la “gioia del Vangelo” di cui il mondo ha tanto bisogno. Prevedo il mio soggiorno presso il vostro Seminario dal 7 all’11 marzo. Sono contento di venire perché già conosco vari seminaristi “pimpanti” che ai vari Convegni Missionari si sono distinti sia per l’impegno e sia per la loro gioia esplosiva. Questa è la mia seconda visita ai seminari della Sardegna. La prima l’ho fatta dopo il mio rientro dall’Indonesia. E son contento di ritornarci! Affido alla Madonna questa mia nuova visita. Sia certo della mia preghiera per lei e per tutto il seminario.

Uniti nel Signore, p. Dino Tessari O.M.I. (incaricato MISSIO CONSACRATI – Pontificia Unione Missionaria 2016/2017 Seminari di TOSCANA-UMBRIA-SARDEGNA)

 

 

Missionari Oblati di Maria Immacolata

I Missionari Oblati di Maria Immacolata (in latino Congregatio Missionariorum Oblatorum B. M. V. Immaculatae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale pospongono al loro nome la sigla O.M.I. Sono stati fondati da Eugène de Mazenod (1782-1861). Agli inizi dell’800, concluso il periodo rivoluzionario, le autorità ecclesiastiche francesi sentirono la necessità di far fronte alla scristianizzazione e all’abbandono della pratica religiosa, soprattutto nelle aree rurali del Paese: sorsero numerose compagnie di sacerdoti missionari, la maggior parte delle quali ebbero vita breve e un limitato raggio d’azione. Eugène de Mazenod (1782-1861) organizzò ad Aix-en-Provence un gruppo di sacerdoti per l’apostolato nelle zone rurali e il 25 gennaio 1816, considerata la data di fondazione della congregazione, il vescovo autorizzò i membri a condurre vita comune. Papa Leone XII approvò la congregazione il 21 marzo 1826. Alle missioni popolari nelle zone rurali, gli Oblati aggiunsero presto anche la gestione e l’insegnamento nei seminari e la direzione dei santuari mariani (papa Pio IX approvò l’ampliamento delle aree d’intervento con atto del 20 marzo 1851). Inviati nelle terre di missione, gli Oblati di Maria Immacolata hanno acquisirono insigni benemerenze culturali con la fondazione dell’Università di Ottawa (1848) e di numerosi altri istituti di istruzione superiore (specialmente in Sri Lanka, Sudafrica). Il motto degli Oblati di Maria Immacolata recita Pauperes evangelizantur. Eugène de Mazenod, vescovo di Marsiglia dal 1837, senatore del secondo Impero napoleonico, venne beatificato da papa Paolo VI nel 1975 e proclamato santo il 3 dicembre 1995 da papa Giovanni Paolo II. Gli Oblati di Maria Immacolata si dedicano alla predicazione delle missioni nelle parrocchie rurali, alle missioni ad gentes, alla direzione di seminari e all’educazione della gioventù.

 

 

Programma della Visita Missionaria

Martedì, 7 marzo 2017

  • Ore 19,00: S. Messa (presiede P. Dino Tessari)
  • Ore 21,00: Incontro assembleare con i seminaristi (P. Dino Tessari)

Mercoledì, 8 marzo 2017

  • Ore 7,00: S. Messa (presiede P.Dino Tessari)
  • Ore 12,00: P. Dino Tessari incontra i seminaristi del VI anno del PSRS

Giovedì, 9 marzo 2017

  • Ore 7,00: S. Messa (presiede P. Dino Tessari)
  • Ore 18,00: “Missionarietà nelle nostre comunità; Annuncio e Catecumenato… per una Nuova Evangelizzazione”. Relatore: don Jordan Pinhero (Responsabile Settore Catecumenato – Ufficio Catechistico Nazionale); con la presenza e collaborazione organizzativa di don Emanuele Mameli, responsabile dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Cagliari
  • Ore 21,00: incontro con il GAMIS (incontro aperto a tutti i seminaristi che lo desiderano)

Venerdì, 10 marzo 2017

  • Ore 7,00: S. Messa
  • in mattinata: P.Bruno Tessari incontra i giovani/adulti della Propedeutica
  • Ore 19,00: Via Crucis (presiede P.Dino Tessari); Esposizione del Santissimo Sacramento per l’Adorazione Eucaristica notturna
  • Ore 21,30: (durante l’Adorazione Eucaristica) riflessione comunitaria di P. Dino Tessari.

Sabato 11 marzo 2017

  • Ore 7,30: Benedizione Eucaristica e Lodi comunitarie (presiede P. Dino Tessari). Conclusione e saluti.

 

 

Riscoprire la gioia del Vangelo, per riscoprire la gioia dell’annuncio

L’esortazione apostolica Evangelii gaudium, spesso richiamata da P.Dino Tessari, traccia il progetto per una Chiesa chiamata a uno «stato permanente di missione». «Il Vangelo deve essere annunciato a tutti, a partire da quelli che si trovano nelle nostre case e nelle nostre comunità, per arrivare, a cerchi concentrici, fino a chi è battezzato ma non vive le esigenze del Battesimo e a coloro che non conoscono Gesù Cristo o lo hanno sempre rifiutato». Il Papa ci sollecita a leggere tutto in chiave missionaria, anche le strutture stesse della Chiesa. Questo significa che la missione oggi non ha a che fare solo con i missionari ad gentes. Papa Francesco chiama in causa ogni battezzato, a prescindere dalla funzione che ha nella Chiesa e dal grado di istruzione della sua fede. In questa settimana la nostra comunità del Pontificio Seminario Regionale Sardo si è sentita fortemente interpellata dalla testimonianza di P.Dino Tessari e dalle sue parole. La Chiesa tutta è chiamata a essere missionaria, a evangelizzare. In questa prospettiva, ogni seminarista sente di vivere una identità missionaria che nascendo dal Battesimo viene poi espressa nel percorso formativo del Seminario e nella prospettiva del prossimo ministero presbiterale. Bisogna prendere sul serio questo appello, che suona come un richiamo a un nuovo protagonismo di ogni cristiano. P. Dino, narrando la sua esperienza e attingendo a piene mani dalla S.Scrittura e dal Magistero, ci ha permesso di pensare a tutto il cammino del Seminario dentro la prospettiva di una Chiesa che va incontro, esce, si fa compagna di viaggio, testimonia, annuncia la misericordia di Dio, cerca di comunicare la bellezza del Vangelo, senza proselitismi, senza imporre, ma portando agli altri il Vangelo, ricordandoci che in ogni azione pastorale bisogna partire dai poveri che devono essere sempre privilegiati. L’annuncio deve concentrarsi su ciò che è essenziale, su ciò che è vero, più grande e più necessario: l’incontro con Gesù Cristo. I seminaristi sentono che la pastorale in chiave missionaria non deve essere più ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta di imporre a forza di insistere. Dobbiamo imparare dal dinamismo e dall’audacia dei missionari. Un altro criterio che ci è stato proposto è quello di un annuncio del Vangelo che deve essere espresso secondo le tradizioni e le culture in cui il Vangelo deve incarnarsi. La Chiesa in uscita va incontro ai lontani nei loro contesti di vita, con più coraggio, prendendo l’iniziativa. Abbiamo tante testimonianze di missionari che hanno osato nuove strade per portare il Vangelo, anche a rischio della loro vita, e sono molti i martiri che hanno dato se stessi per annunciare Cristo. P. Dino ci ha invitato a guardare a chi ha osato, per prendere l’iniziativa con audacia e dare maggior fervore all’evangelizzazione. Negli anni di Seminario, ci si prepara con l’unico obiettivo di diventare discepoli umili di Gesù Cristo, capaci di preferenza per le persone più emarginate, quelle delle “periferie”. La missione si manifesta a partire dalla preghiera, perché la preghiera apre allo Spirito e lo Spirito che guiderà nella missione che condurre quanti sono incontrati a cogliere la tenerezza di Cristo. Quando si pensa alla identità missionaria della Chiesa a nessuno sfugge che anche la nostra terra, i nostri paesi, le nostre parrocchie, sono luoghi di missione, di annuncio della prospettiva evangelica per ogni persona. Tra l’altro anche la Sardegna vive una progressiva secolarizzazione e scristianizzazione. Sono sempre di più coloro che, lontani dalle esperienze ecclesiali, non hanno ricevuto l’annuncio del Vangelo e per conseguenza non hanno accolto i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Sempre dì più, anche la Sardegna vede giungere molte persone di culture e scelte religiose diverse che noi siamo chiamati evangelicamente ad accogliere e verso le quali siamo chiamati a dare testimonianza di vita cristiana. A partire da queste considerazioni ci è sembrato naturale innestare nel percorso di questa Settimana di consapevolezza missionaria, il tema del Catecumenato come modello attraverso il quale si può esprimere la quotidiana missione evangelizzatrice, nelle e delle nostre comunità ecclesiali. Il tema ci è stato presentato da don Jordan Pinhero (Responsabile Settore Catecumenato – Ufficio Catechistico Nazionale) con la presenza e collaborazione organizzativa di don Emanuele Mameli, Responsabile dell’Ufficio catechistico Diocesano di Cagliari.

A nome di tutta la comunità del Pontificio Seminario Regionale Sardo sento di voler esprimere la più sincera gratitudine per la preziosa presenza di P. Dino Tessari tra noi e con noi. Desideriamo, inoltre, ringraziare don Jordan Pinhero e don Emanuele Mameli per la disponibilità ad arricchire di prospettive pastorali questa nostra settimana di riflessione. Certi della loro amicizia, assicuriamo di accompagnare la loro testimonianza presso gli altri Seminari, con la nostra preghiera.

RETTORE PSRS

Don Antonio Mura

 

 

In questa settimana, significativo rilievo ha avuto l’incontro di P. Dino Tessari con il GAMIS del nostro Seminario. Di questo incontro riportiamo un articolo a cura dello stesso GAMIS.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra comunità Padre Dino Tessari, degli oblati di Maria Immacolata, visitatore per conto delle Pontificie Opere Missionarie. Per molti di noi si è trattato di un gradito ritorno, avevamo infatti già conosciuto P. Dino nella sua ultima visita ai seminari sardi del 2010 e durante i vari convegni missionari nazionali. Sono stati giorni intensi e fruttuosi anzitutto dal punto di vista spirituale e, di conseguenza, missionario. Nel corso dei vari momenti vissuti insieme, P. Dino ci ha introdotti a considerare la missio ad gentes come paradigma di ogni apostolato, il cui unico fondamento è Cristo, la fedeltà alla sua Parola e all’Eucaristia. Solo allora saremo capaci di essere cristiani e, a Dio piacendo in un domani, presbiteri capaci di dilatare il cuore sino a raggiungere la cattolicità della Chiesa. La preziosa e arricchente testimonianza presbiterale e missionaria di P. Dino, dall’alto dei suoi quasi cinquant’anni di messa, di cui oltre venticinque trascorsi in Indonesia, è stata occasione di riflessione e di incoraggiamento a perseverare in una strada che comporta tante difficoltà ma in cui il Signore non fa mancare la sua presenza e il suo aiuto. Con gioia riprendiamo il cammino del Seminario, in questo tempo di preparazione alla Pasqua, avendo nella mente e nel cuore il ricordo di questi giorni e sollecitati dalle Parole del Santo Padre che nel messaggio per la giornata annuale di preghiera per le vocazioni ci ricorda che “l’impegno missionario non è qualcosa che si va ad aggiungere alla vita cristiana, come fosse un ornamento, ma, al contrario, è situato nel cuore della fede stessa: la relazione con il Signore – continua ancora Papa Francesco – implica l’essere mandati nel mondo come profeti della sua parola e testimoni del suo amore”. A don Dino un sentito grazie da parte del G.A.M.I.S. e di tutta la comunità del Seminario e l’augurio più sincero, nella comunione della preghiera, di poter portare ancora, dove il Signore lo invierà, la gioia del Vangelo, che è gioia missionaria (EG 21).

Il GAMIS del Pontificio Seminario Regionale Sardo