Suor Noemi dona la sua testimonianza missionaria dal Carmelo


In occasione del Mese Missionario 2020, il neo eletto presidente del G.A.M.I.S. (Gruppo di Animazione Missionaria In Seminario) Federico Bandinu ha domandato a Suor Noemi, monaca carmelitana scalza del Carmelo”Mater Salvatoris” in Nuoro, di scrivere la sua testimonianza in una lettera indirizzata ai Seminaristi per raccontare la sua esperienza di missione tra le mura del Monastero.

 

 

 

 

Carmelo “Mater Salvatoris”
Nuoro, ottobre 2020

 

 

 

Carissimi seminaristi,
la richiesta di Federico, di inviarvi una testimonianza missionaria, mi è giunta nel bel mezzo degli esercizi spirituali di comunità, dal tema: “tu sei una missione … per gli altri”.
Sono rimasta un po’ spiazzata e commossa, lo ammetto, perché è stato come tuffarmi più in profondità nel cuore della mia vocazione al Carmelo, per condividere con voi questo dono grande, ricevuto dalla Misericordia di Dio.
Non ho storie avventurose da raccontarvi, non ho girato il mondo per potervi narrare di popoli lontani, di tribù indigene dalle mille tradizioni. Non posso raccontarvi di aver fatto opere grandiose, di aver sfamato bambini poveri, né insegnato qualcosa a qualcuno. Misteriosamente, però, l’esperienza dei missionari diventa mia, perché loro sono come le mani e i passi di un unico grande Cuore che batte per Dio, di un amore che non ha confini: l’Amore nel cuore della Chiesa!
Qualche mese fa, è venuta a trovarmi una persona a me tanto cara, che si era opposta al mio ingresso in monastero e non riusciva ad accettare questa mia scelta. Nel riconoscere di aver sbagliato nei miei confronti, mi ha fatto una domanda:
“Noemi, non hai mai desiderato girare il mondo? Io ti ho sempre immaginato e visto bene così, missionaria, in giro per il mondo, per questo non capivo il tuo chiuderti in clausura!”
Sono rimasta colpita! Tutto sommato, quella persona, che di vocazione carmelitana non né sapeva nulla, aveva centrato in pieno l’essenza della mia chiamata: essere missionaria!
Nel periodo di discernimento che precedette l’entrata al Carmelo, Santa Teresa di Gesù Bambino, mi fu luce e guida, per scoprire che il desiderio di amare e servire la Chiesa, di essere missionaria in ogni angolo, anche il più sperduto, della faccia della Terra, si sarebbe realizzato tra le quattro mura di un Carmelo.
Le parole della Patrona delle Missioni, furono essenziali, per interpretare l’esperienza forte di preghiera che stavo vivendo. Ciò che avevo nel cuore, corrispondeva pienamente a ciò che risuonava nella sua autobiografia:
“Nel cuore della Chiesa mia madre sarò l’Amore”, e, “non potendo essere missionaria di azione, sarò missionaria di amore e di sacrificio”.
Io potevo essere missionaria anche “d’azione”, ma, perché non mi bastava?
Tutte le volte, infatti, che stimolata dalla bella apertura missionaria della mia parrocchia, m’interrogavo sul mio posto nella Chiesa, mi ritrovavo a constatare che tutte le attività umane avevano limiti di tempi e di spazio. Quello che sentivo dentro era un anelito, un desiderio di donarmi come risposta d’amore a Dio e alla Chiesa, che superava i limiti delle possibilità umane. Ero affascinata dall’umanità con cui i missionari annunciavano Gesù prendendosi cura dei più bisognosi, ma … la preghiera… diventare preghiera!
La preghiera, ecco la risposta, la chiave che apre tutte le porte, che superava e supera l’attrattiva del “fare”.
Mi ritrovai a capire profondamente che diventando preghiera potevo raggiungere tutto e tutti, anche i cuori più chiusi e induriti, i popoli più lontani, le più piccole tribù nascoste nell’immensità della foresta Amazzonica e delle isole più sperdute, paradossalmente potevo essere persino in Cina, in Africa e al Polo Nord contemporaneamente!
A chi non ha mai fatto esperienza della preghiera, forse sembrerà che sto facendo astrazioni, ma in realtà bisogna provare per credere!
Al Carmelo, in fondo, come vi accennavo prima, non compio nulla di straordinario. Le mie giornate trascorrono veloci e nascoste al mondo e tanti, mai sapranno che qualcuno silenziosamente accompagna con l’offerta di sé la sua vita. Dall’inizio, alle 5.30 del mattino al termine, intorno alle 22.30, le ore del giorno e della notte sono scandite dalla Parola di Dio, da tempi di solitudine, silenzio e da tempi di condivisione e scambio fraterno.
Infatti, la mia palestra quotidiana è la comunità, nella quale vivo con delle sorelle che amo, con le quali prego e lavoro.
Vivere in comunione con Dio è il segreto della missione!
La preghiera è, come diceva la Santa Madre Teresa di Gesù, una questione di Amore, e l’amore con Gesù si misura con l’amore verso chi ti vive accanto, come prolungamento della Sua Umanità.
Si tratta di compiere in modo straordinario ciò che è estremamente ordinario, nell’ordito della nostra umanità, seguendo le trame di Dio e ricamando comunione con i fili colorati che lo Spirito Santi ti mette tra le mani ogni giorno, anche quando faccio i conti con la mia imperfezione, senza finire mai di imparare tutto dalla nostra Santissima Mamma, la Vergine Maria.
Il mio essere missionaria si compie ogni giorno così, facendo, fondamentalmente, mia la Sua vita, la vita di Maria. È Lei la prima missionaria in assoluto, che ha portato Gesù con tutta se stessa.
Che dirvi ancora cari ragazzi?!
Vi confesso che sono davvero felice di aver donato a Gesù la mia giovinezza e non immaginavo che sarebbe stato così bello, sofferenze e croce pienamente incluse! Sono entrata al Carmelo a vent’anni e tra qualche mese ne compirò trentatré, quasi tredici anni … Davvero “Un giorno solo negli atri del Signore è più che mille altrove”! È avvincente ed entusiasmante poter fare miei i sogni di Gesù, progettare con Lui nell’intimità della Sua Casa quell’evangelizzazione, alla quale partecipo mettendo a sua disposizione tutte la vita, tutte le energie. Vivere la missione diventando preghiera, ti pone realmente in contatto con il dolore dell’altro, con le sue necessità. È specialmente missione feconda, nell’unione con Gesù Crocifisso, nelle notti e aridità, quando capita di sentire profonda solidarietà con chi vive senza la luce della fede, con chi soffre, quasi fino a provare disperazione.
La preghiera non è dire formule che ti fanno da antidolorifico per poi continuare la vita di sempre, no!
La missione al Carmelo è proprio portare in me nel mio cuore e nella mia carne la vita del fratello e della sorella a tal punto da farmi uno con chi implora, con chi gioisce e con chi soffre; lodare, intercedere, invocare aiuto e misericordia, essere mendicante davanti a Dio, con tutti coloro che mendicano amore, accoglienza e rispetto; con i poveri che faticano e lottano ogni giorno e con chi spera in un mondo nuovo.
La preghiera ti rende mamma di tutti gli abbandonati e i disorientati di questo mondo inquieto, ti rende Amore per quanti hanno bisogno di vicinanza , di tenerezza e conforto… sono i figli tanto cari al Cuore di Dio e Lui in modo misterioso annulla le distanze e ti fa stare alla porta del loro cuore, fino a provarne realmente i sentimenti più intimi!
Missione per me è sostenere le braccia dei missionari e dei sacerdoti, di chi sta dando la vita per i fratelli, missione è anche sostenere e accompagnare voi, giovani in formazione verso il sacerdozio, nel vostro cammino. Siete come delle pianticelle da curare e custodire, affinché possiate realizzare la volontà di Dio ed essere come Dio vi vuole, santi e “tessitori di fraternità”.
I missionari, quando passano periodicamente a trovarci o ci scrivono da terre lontane, ci testimoniano quanto per loro è evidente l’azione dello Spirito Santo che passa attraverso la preghiera.
Ci dicono che arriva nel loro cuore come balsamo che lenisce e consola, come un aiuto provvidenziale in situazioni limite. Quando vanno ad annunciare la Parola di Dio avvertono che la preghiera ha come preparato il terreno per la semina. Nella Chiesa nessuno può dirsi senza l’altro, siamo un unico Corpo, l’uno per l’altro e tutti insieme collaboriamo all’edificazione del Regno.
Carissimi seminaristi, spero di non essere stata troppo lunga e di non avervi annoiato. Accogliete la povertà con la quale vi scrivo di cose che mi superano e mi mostrano chiaramente che ogni giorno tutto ricevo gratuitamente da Dio! Comunque, voglio concludere questa testimonianza dicendovi questo:
Che la vita di ciascuno di noi possa essere benedizione e missione per gli altri, lasciando che lo Spirito Santo evangelizzi le terre pagane del nostro cuore, illumini ciò che sfugge alla grazia e si faccia largo nelle selve della vita, dove ci sembra più “irriverente” accogliere Gesù che viene a salvarci!
Un abbraccio di preghiera a ciascuno e anche voi pregate per me, grazie!☺

 

In Cristo Gesù, vostra sorella

 

 

 

Suor Noemi Maria di Dio Amore