La caratteristica del nostro Seminario è data dalla regionalità: la ricchezza delle diverse esperienze vissute, la fede e la fecondità delle nostre comunità di origine, fanno del Seminario Regionale un bel mosaico, dove immagini e colori definiscono la ricchezza di un popolo che ha una storia e una tradizione radicata negli albori della Chiesa nascente, e costellata dal profumo dei tanti santi martiri, che hanno dato la vita per il Vangelo e per l’edificazione del Regno di Dio.
Il rettore
don Riccardo Pinna

Novità dalla Comunità del PSRS

Maggio 18, 2026«Tumsifu Yesu Kristo!»: così si salutano i cattolici in lingua swahili. Non è soltanto un saluto, ma l’espressione concreta di una fede che permea profondamente la vita quotidiana dei cristiani in Tanzania. È proprio in questa porzione della Chiesa africana che noi seminaristi del terzo anno abbiamo vissuto la seconda tappa del nostro anno formativo: tre mesi di esperienza missionaria nel cuore della savana, a Pawaga, nella regione di Iringa. La missione, affidata alla Famiglia Missionaria della Consolata, nella quale opera don Carlo Rotondo, fidei donum dell’Arcidiocesi di Cagliari, raggiunge diciotto villaggi disseminati nella vallata. Le distanze sono grandi, le strade di terra spesso dissestate, il caldo intenso. Eppure, ciò che prevale su ogni fatica è la gioia delle persone: un’accoglienza semplice e sincera, mai scontata, capace di far sentire chiunque a casa. Le comunità che abbiamo incontrato vivono una fede intensa e profondamente radicata, che si manifesta nella partecipazione viva alla vita ecclesiale. L’impatto con questa realtà è stato forte: chiese gremite di fedeli di ogni età, liturgie animate da canti e balli che, pur nella loro semplicità, colmano il cuore di bellezza e aprono spontaneamente alla preghiera; comunità capaci di accogliere con una naturalezza disarmante. Abbiamo visitato scuole e ospedali, ammirato con stupore il creato in una natura ancora incontaminata, e anche trascorso alcuni giorni a Mbeya, dove opera Giada, consacrata Ordo Virginum dell’Arcidiocesi di Cagliari, che vive il proprio servizio nella carità di Cristo accanto ai più piccoli e poveri della città, i ragazzi di strada, ai quali offre cibo e una casa dove sentirsi amati e accolti. Questa esperienza ha lasciato in noi un segno profondo e continua ancora oggi a interrogare il nostro cammino umano e spirituale. Tornati nelle nostre comunità, sentiamo che quanto abbiamo vissuto non può rimanere soltanto un ricordo custodito nel cuore, ma chiede di tradursi in testimonianza concreta e in uno sguardo nuovo sulla vita della Chiesa. L’esperienza di Pawaga ci ha fatto comprendere con maggiore chiarezza che la missione non riguarda soltanto alcuni “luoghi lontani” o vocazioni particolari, ma nasce dal Battesimo e appartiene a ogni cristiano. Ovunque ci troviamo, siamo chiamati a rendere visibile il Vangelo nella quotidianità, attraverso la carità, la fraternità e la gioia della fede. E forse il dono più grande ricevuto da questa terra è proprio la riscoperta di una Chiesa viva e missionaria, che continua a ricordarci come l’annuncio del Vangelo inizi sempre da una vita trasformata dall’incontro con Cristo. di Sem. Michele Fanunza. [...]
Maggio 15, 2026La mattina del 9 maggio scorso, nella Cappella Maggiore del Seminario Regionale Sardo, la comunità ha vissuto la celebrazione del conferimento dei ministeri. Tale appuntamento rappresenta un momento centrale nel cammino dell’anno seminaristico, nel quale, rinnovando il proprio “eccomi”, i seminaristi sono chiamati a configurarsi sempre più a Cristo-Parola e a Cristo-Servo. Durante la Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, è stato conferito il ministero del lettorato a Giovanni Bianchina e Nicolas Arba, mentre Stefano Chessa, Matteo Lutzu, Alessio Pilloni e Francesco Cara hanno ricevuto il ministero dell’accolitato. Partendo dalla Parola proclamata nella liturgia del giorno, Mons. Baturi ha richiamato con forza il servizio alla comunità e alla Chiesa come via essenziale per vivere in pienezza il ministero ricevuto. In questo orizzonte, i seminaristi istituiti sono stati invitati ad accogliere lo stesso appello rivolto a Paolo negli Atti degli Apostoli: “aiutaci”. Il ministro ordinato, è stato ricordato durante l’omelia, si pone in un atteggiamento costante di ascolto del grido dell’uomo e della domanda di senso che attraversa la società contemporanea. In questo senso, un ministero pienamente vissuto diventa segno che richiama l’uomo alla propria identità profonda: essere nel mondo, ma non del mondo. La possibile incomprensione da parte del contesto umano, vissuta talvolta come “persecuzione”, è parte integrante del cammino di chi sceglie di conformarsi seriamente a Cristo e al suo Vangelo. Al termine della celebrazione, il momento di festa è proseguito con un tempo di convivialità condiviso con le famiglie degli istituendi e con le rispettive comunità parrocchiali. La comunità del Seminario Regionale Sardo, grata per il dono ricevuto, rivolge ai nuovi ministri istituiti e alle loro famiglie i più sentiti auguri, affinché il servizio accolto possa portare frutti abbondanti nella vita della Chiesa e nel favore al Popolo di Dio. di Sem. Mariano Carzedda. [...]
Maggio 13, 2026Nel cammino formativo del Pontificio Seminario Regionale Sardo, la Congregazione Mariana continua a rappresentare un’importante occasione di crescita spirituale e di approfondimento della devozione alla Vergine Maria, aiutando i seminaristi a riscoprire il valore della dimensione mariana nel discernimento vocazionale e nella vita ecclesiale. Come espresso nelle finalità della Congregazione, in essa si desidera «vivere, promuovere e alimentare la devozione e la spiritualità in Seminario», offrendo momenti di preghiera e di formazione, insieme alla possibilità di conoscere figure e realtà ecclesiali accomunate da una particolare devozione alla Vergine Maria. Negli ultimi anni, il percorso proposto dalla Congregazione si è soffermato su testimonianze capaci di tradurre la spiritualità mariana in una concreta esperienza ecclesiale. Se lo scorso anno l’attenzione è stata dedicata alla venerabile Serva di Dio Madre Maria Paola Muzzeddu, fondatrice delle Figlie di Mater Purissima, durante l’anno in corso la Congregazione ha scelto di approfondire la spiritualità di don Stefano Gobbi. La proposta ha voluto offrire non soltanto un’occasione di crescita nella pietà mariana, ma anche la possibilità di conoscere più da vicino alcune realtà ecclesiali presenti nella Chiesa, comprendendone il carisma e il servizio pastorale, con particolare attenzione al valore della preghiera per i sacerdoti e dell’accompagnamento spirituale del ministero presbiterale. Don Stefano Gobbi, sacerdote della Società San Paolo, fondò il Movimento Sacerdotale Mariano nel 1972, in seguito a un pellegrinaggio a Fatima. Da quell’esperienza nacquero i cenacoli di preghiera, oggi diffusi in numerosi Paesi del mondo, caratterizzati da una forte sensibilità ecclesiale e da una costante attenzione spirituale verso il sacerdozio e la vita dei presbiteri. Nel territorio della Diocesi di Iglesias il movimento è presente con diversi cenacoli distribuiti nelle parrocchie. Il percorso annuale della Congregazione si è aperto nel mese di novembre con una serata di preghiera in occasione della memoria della Medaglia Miracolosa, alla quale hanno preso parte i cenacoli del Cagliaritano, del Sulcis e di altre diocesi della Sardegna. Un momento particolarmente significativo del percorso è stato rappresentato dagli incontri guidati dai responsabili diocesani Claudio e Paola, che hanno condiviso la loro esperienza all’interno dei cenacoli mariani e la sensibilità del movimento verso la vita sacerdotale. Le loro testimonianze hanno permesso di cogliere il valore della preghiera e dell’accompagnamento spirituale come sostegno concreto al ministero dei presbiteri e al cammino vocazionale. L’esperienza vissuta ha aiutato i seminaristi a conoscere il volto concreto di una Chiesa che accompagna e sostiene il cammino vocazionale attraverso la preghiera silenziosa e fedele di tanti laici. Affidarsi a Maria significa imparare a servire con cuore docile, nella consapevolezza che la preghiera e l’umiltà costituiscono una via privilegiata per vivere e testimoniare il Vangelo nella vita quotidiana. di Congregazione Mariana del Pontificio Seminario Regionale Sardo. [...]
Maggio 5, 2026Dal 30 aprile al 3 maggio abbiamo partecipato, a Misano Adriatico, al Convegno Missionario Giovanni e Seminaristi: un’esperienza intensa di fede, fraternità e condivisione che ha riunito ragazzi, seminaristi e animatori provenienti da diverse realtà. Sono stati giorni ricchi di incontri, momenti di preghiera e occasioni di confronto che hanno lasciato nel cuore di ciascuno il desiderio di continuare a camminare insieme nella fede e nella missione. Il tema scelto per il convegno, “C’è un tempo per…”, ha accompagnato fin da subito i partecipanti in un percorso scandito dalla preghiera, dalla liturgia e dalla riflessione sul significato della missione oggi. Un tema semplice ma profondo, capace di aiutare tutti a fermarsi e a riflettere sui tempi della propria vita, sulle attese, sui sogni e sulle chiamate che il Signore rivolge a ciascuno. Ogni giornata è stata caratterizzata da un’espressione particolare: “c’è un tempo per ricordare”, “c’è un tempo per vivere”, “c’è un tempo per sognare”, fino ad arrivare al tempo del “costruire”. Questo itinerario ha aiutato i giovani a rileggere la propria esperienza alla luce del Vangelo e a riconoscere la presenza di Dio nel proprio cammino quotidiano. Attraverso attività, testimonianze e momenti di dialogo, ciascuno ha avuto la possibilità di condividere domande, speranze e desideri, riscoprendo la bellezza del cammino comunitario. Particolarmente significativo è stato il gesto dell’accensione delle cinque candele dei continenti, simbolo dell’universalità della Chiesa e della chiamata missionaria rivolta a ogni cristiano. Quel momento, vissuto nel silenzio e nella preghiera, ha ricordato a tutti che il Vangelo è destinato a ogni popolo e che ciascuno, nel proprio piccolo, può diventare testimone di speranza e fraternità. Molto toccanti sono state anche le riflessioni proposte durante il convegno, come il testo di Padre Renato Zillo, che invita ad avere uno sguardo capace di abbracciare il mondo intero, costruendo ponti di fraternità tra i popoli. Allo stesso modo, le parole di Hélder Câmara sul “partire” hanno incoraggiato i giovani a uscire da sé stessi per incontrare gli altri con coraggio, semplicità e amore. Sono stati spunti profondi che hanno aiutato a comprendere come la missione non riguardi solo luoghi lontani, ma inizi prima di tutto nella vita di ogni giorno, nelle relazioni, nell’ascolto e nell’attenzione verso chi ci sta accanto. Attraverso i brani degli Atti degli Apostoli e del Vangelo di Giovanni, i giovani e i seminaristi hanno riflettuto sulla testimonianza degli apostoli e sull’invito di Gesù a diventare luce del mondo. La Parola ascoltata e condivisa durante questi giorni ha offerto occasioni concrete per interrogarsi sul proprio modo di vivere la fede e sul significato dell’essere cristiani oggi. Il convegno si è concluso con un forte invito alla speranza e alla missione. Siamo ripartiti portando con noi la consapevolezza che la fede non è qualcosa da vivere individualmente, ma un dono da condividere e testimoniare nel mondo. Ognuno è tornato alla propria realtà con il desiderio di continuare a costruire ponti, vivere il Vangelo nella quotidianità e farsi segno dell’amore di Dio per gli altri. Attraverso la fraternità, la preghiera e l’ascolto della Parola, questi giorni hanno lasciato nel cuore di tutti la gioia di sentirsi parte di una Chiesa viva e missionaria, capace di guardare al futuro con fiducia e di annunciare, con semplicità e coraggio, che con Dio “tutto è possibile”. di GAMIS. [...]
Aprile 28, 2026Sabato 9 Maggio, alle ore 11:00, presso la Cappella maggiore del nostro Seminario, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo Metropolita di Cagliari, conferirà i Ministeri istituiti del lettorato e dell'accolitato a sei seminaristi della nostra comunità. Lettori: Nicolas Arba (Arcidiocesi di Cagliari); Giovanni Bianchina (Diocesi di Ozieri). Accoliti: Alessio Pilloni (Arcidiocesi di Cagliari); Francesco Cara (Arcidiocesi di Cagliari); Stefano Chessa (Arcidiocesi di Sassari); Matteo Lutzu (Arcidiocesi di Oristano). di Segreteria PSRS. [...]

Centenario

La fondazione e i primi anni

Il Pontificio Seminario Regionale Sardo, intitolato al Sacro Cuore di Gesù, nasce a Cuglieri (OR), nella Diocesi di Bosa, nel 1927. In seguito a un desiderio emerso durante il Concilio Plenario Sardo del 1924, il Papa Pio XI con la Costituzione Apostolica Nostrarum partem del 5 agosto 1927, decretò la fondazione di un unico Seminario Maggiore con annessa la Facoltà di Teologia. Il Seminario e la Facoltà furono affidati alla direzione dei Padri della Compagnia di Gesù (Gesuiti), ponendoli sotto il controllo diretto della Santa Sede tramite la Congregazione dei Seminari.