La caratteristica del nostro Seminario è data dalla regionalità: la ricchezza delle diverse esperienze vissute, la fede e la fecondità delle nostre comunità di origine, fanno del Seminario Regionale un bel mosaico, dove immagini e colori definiscono la ricchezza di un popolo che ha una storia e una tradizione radicata negli albori della Chiesa nascente, e costellata dal profumo dei tanti santi martiri, che hanno dato la vita per il Vangelo e per l’edificazione del Regno di Dio.
Il rettore
don Riccardo Pinna

Novità dalla Comunità del PSRS

Gennaio 12, 2026Nel contesto della prima parte del terzo anno pastorale, previsto dalla nuova Ratio Nationalis della Conferenza Episcopale Italiana, ho trascorso due mesi come seminarista al Sermig di Torino, presso l’Arsenale della Pace. Situato tra Borgo Dora e Barriera di Milano, quartieri segnati da fragilità sociali ma anche da grande vitalità, l’Arsenale rappresenta una risposta concreta alle ferite del territorio. Insieme ad altri tre seminaristi provenienti da diverse diocesi italiane e a un gruppo di giovani presenti in Arsenale, ho condiviso la vita quotidiana, il servizio e la preghiera. L’esperienza è stata accompagnata dalla presenza della Fraternità della Speranza, la comunità religiosa che anima l’Arsenale della Pace, e ha assunto i tratti di una vera conversione missionaria: la preghiera, cuore dell’Arsenale, ha sostenuto ogni attività e orientato l’incontro con persone segnate da povertà e solitudine, restituendo senso e speranza al servizio quotidiano. Questi due mesi si sono rivelati una scuola di umanità e di discernimento vocazionale, aiutandomi a comprendere come il ministero presbiterale non possa prescindere dalla prossimità, dall’ascolto e dalla condivisione. L’Arsenale della Pace ha dato forma concreta a quanto la Ratio indica come essenziale nel cammino formativo: una vocazione che nasce dall’incontro e si nutre di carità vissuta.   di Sem. Michele Fanunza. [...]
Gennaio 12, 2026Come previsto dalla Ratio Nationalis, il 20 ottobre ha avuto inizio per me un periodo di tre mesi di formazione presso il Santuario Pontificio di Loreto, un luogo fortemente segnato dalla presenza della Santa Casa di Nazareth, memoria concreta dell’Incarnazione e della Sacra Famiglia. In essa, infatti, si custodisce il “sì” della Vergine Maria, pronunciato non in un contesto straordinario, ma all’interno di una vita ordinaria, familiare.  Il servizio svolto accanto alle famiglie dell’associazione “Casa di Maria” mi ha permesso di sperimentare come l’accoglienza e la cura dei pellegrini rendano visibile una Chiesa che si fa casa, capace di attenzione e di prossimità. La collaborazione con alcuni frati Cappuccini, in particolare nel servizio liturgico, hanno reso evidente come le relazioni autentiche diventino luogo privilegiato di comunione ecclesiale. Allo stesso modo, l’incontro con la comunità “Papa Giovanni XXIII” – con Maria Grazia e Fabrizio, che guidano la casa, e con Patrick, Denise, Vincenzo, Siponta e Monica – mi ha insegnato che la vita è ben spesa se si impara ad amare e questo è possibile solo se si è amati. La quotidianità vissuta con l’Arcivescovo di Loreto, mons. Fabio Dal Cin, con il Vicario Generale, mons. Alessandro Bonetti, e con don Flaviano ha testimoniato concretamente la bellezza della vita sacerdotale, nella sua umanità, nella fedeltà quotidiana a quel sì innanzitutto di Dio e nella disponibilità a fare di sé una casa aperta per gli altri. Sono arrivato a Loreto, alla Santa Casa, come un pellegrino tra tanti, con il tempo, però, quelle tre mura sante sono diventate Casa anche per me. La profonda gratitudine che accompagna questi mesi è il segno che il santuario non è solo un luogo da visitare, ma una realtà viva, capace di esprimere una Chiesa che accoglie e si fa casa per tutti.   di Sem. Alberto Caocci. [...]
Novembre 19, 2025La Chiesa, nel mese di Ottobre, ci ha invitato a riflettere sulla missione universale di ogni battezzato che è quella di vivere e testimoniare il Vangelo nella propria vita, in cammino verso la santità. È qualcosa che certamente ci riguarda tutti come cristiani. Ma in modo particolare tocca quegli uomini e quelle donne che hanno scelto di mettere a servizio la propria vita per la causa della Missione evangelizzatrice. È specialmente verso questi, e verso le realtà in cui operano in tutto il mondo, che la comunità del Seminario Regionale, su iniziativa del G.A.M.I.S., ha dedicato alcuni momenti di incontro e preghiera durante lo scorso mese. La messa di apertura del mese missionario è stata presieduta da Don Carlo Rotondo dell’Arcidiocesi di Cagliari e missionario Fidei Donum in Tanzania, che ha condiviso con noi la sua gioia nel ministero sacerdotale e il suo entusiasmo per la missione. Il 17 ottobre abbiamo vissuto nella parrocchia del Santissimo Redentore a Monserrato la veglia diocesana missionaria, presieduta da S.E.R. Mons. Giuseppe Baturi, durante la quale tre seminaristi Alberto Caocci, Michele Fanunza e Giacomo Pisano (dell’Arcidiocesi di Cagliari) hanno ricevuto il mandato dell' arcivescovo per svolgere l’esperienza missionaria del terzo anno, a cui si unisce anche Mario Fresu (diocesi di Ozieri) che a partire dal mese di gennaio 2026 vivranno per un tempo prolungato nella missione di Mbeya con don Carlo.   Un altro appuntamento, ormai tradizionale per tutta la comunità, è la preghiera del rosario per le missioni. Pregato in diverse lingue ci aiuta a riconoscere come la preghiera, in quanto espressione della fede, può unire in armonia popoli anche molto diversi e distanti tra loro. L’incontro con Don Francesco Meloni, sacerdote dell’Arcidiocesi di Sassari e missionario Fidei Donum in Madagascar, e la celebrazione dell’Eucarestia hanno segnato la chiusura del mese missionario. Alcuni momenti significativi in cui tutti ci siamo messi in gioco in prima persona, se non altro perché, tra coloro che partiranno ci sono compagni e amici, storie condivise che un po’ ci dispiace dover temporaneamente sospendere, ma sempre consapevoli che al loro rientro arricchiranno notevolmente la comunità del nostro seminario. A loro un grande augurio e tutto il nostro sostegno nella preghiera.   di Sem. Nicola Norìo. [...]
Novembre 13, 2025È con grande gioia che il nostro Seminario desidera accogliere la notizia della proclamazione a “Venerabile” di Mons. Angelo Angioni, sacerdote della diocesi di Ozieri e missionario in Brasile, avvenuta il 24 ottobre 2025 per disposizione di Papa Leone XIV. Mons. Angelo Angioni nacque il 14 gennaio 1915 a Bortigali (Nu). All’età di due anni la famiglia si trasferì a Ozieri dove trascorse l’infanzia in un contesto di profonda fede. Nel 1926 entrò nel Seminario minore diocesano di Ozieri; nel 1930 iniziò il cammino nel Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e in seguito, a causa di problemi di salute, fece ritorno in Sardegna e proseguì gli studi nel Pontificio Seminario Regionale Sardo. Fù alunno del Seminario Regionale a Cuglieri e seguì gli anni formativi dove ricevette la tonsura, gli ordini minori, il suddiaconato e il diaconato.  Il 31 luglio del 1938 fu ordinato sacerdote per la diocesi di Ozieri nella Cappella del Seminario Regionale di Cuglieri.  Dopo l’ordinazione presbiterale, Mons. Angioni si dedicò per circa dieci anni al ministero come vice-parroco della Parrocchia di S. Lucia in Ozieri e parroco di S. Giacomo a Ittireddu, in seguito fu parroco della Parrocchia S. Michele Arcangelo di Bono dal 1943 al 1949. Nel 1949 fu nominato Rettore del Seminario diocesano di Ozieri: in questo ruolo promosse la formazione sacerdotale e maturò l’idea di una comunità oblata dedita alla missione, sia popolare sia ad extra. Nell’Anno Santo del 1950 avvenne un passo decisivo: su invito del vescovo, Mons. Angelo Angioni partecipò a un incontro a Roma con l’obiettivo di individuare una diocesi dove andare a svolgere un’esperienza missionaria. Gli fu indicata la diocesi di São José do Rio Preto (Stato di San Paolo, Brasile). Nel novembre 1951 partì come sacerdote “fidei donum” per il Brasile, assumendo dapprima l’incarico di cooperatore e poi di parroco nella parrocchia di São João Batista a Rio Preto. Nella sua missione si distinse non solo per l’impegno pastorale, ma anche per la promozione sociale, educativa e formativa. Fondò l’Istituto Missionario del Cuore Immacolato di Maria che vide il fiorire di una partecipazione di tanti sacerdoti, diaconi, religiose e laici, dedicandosi alla costruzione di chiese, cappelle, case parrocchiali, scuole e residenze per religiose e anziani. Visse la povertà evangelica, possedendo solo l’indispensabile, e mostrò una forte adesione all’adorazione eucaristica, alla preghiera e al servizio agli ultimi.  Morì il 15 settembre 2008 a José Bonifácio (Brasile).    Con la pubblicazione del decreto sulla “venerabilità” del 24 ottobre 2025, la Chiesa riconosce che Mons. Angioni ha vissuto in modo eroico le virtù cristiane della fede, speranza e carità. La proclamazione a Venerabile di Mons. Angelo Angioni è motivo di grande gioia per la Chiesa in Sardegna e per il nostro Seminario. Egli è testimone di come la formazione ricevuta, la radice nella propria terra, non impedisca ma favorisca un’apertura alla missione universale. La sua vita ci insegna che la santità è possibile in ogni condizione: nel ministero ordinario, nella consacrazione, nel vivere la povertà, la preghiera, l’annuncio del Vangelo. La sua memoria ci incoraggia a crescere nella fedeltà alla vocazione, nella missione, nella carità e nella disponibilità al progetto di Dio.   di Sem. Giovanni Bianchina. [...]
Novembre 13, 2025Nella giornata di martedì 4 novembre, la comunità del Pontificio Seminario Regionale Sardo ha celebrato la solennità liturgica di San Carlo Borromeo, co-patrono del Seminario e modello esemplare di pastore secondo il cuore di Cristo. Durante le lodi mattutine, è stata proposta la figura del santo come guida per ogni seminarista nel proprio cammino di discernimento. San Carlo, uomo profondamente radicato nella preghiera, seppe coniugare fin da giovane una vita interiore intensa con un instancabile servizio pastorale. Il suo invito a «tenere chiuso il focolare del proprio cuore» rimane un richiamo sempre attuale a custodire il rapporto personale con Cristo come fonte di autenticità e di fecondità apostolica. Nella celebrazione eucaristica pomeridiana, presieduta da padre Carlo Manunza, gesuita della comunità di Cagliari, il sacerdote ha messo in luce la grande eredità lasciata da San Carlo Borromeo, che con lungimiranza promosse l’istituzione dei seminari come luoghi di formazione integrale dei futuri sacerdoti. Egli seppe leggere le esigenze della Chiesa del suo tempo, riconoscendo la necessità di sacerdoti moralmente saldi e ben preparati intellettualmente, rispondendo con spirito profetico i bisogni della Chiesa universale. San Carlo comprese infatti che la santità del popolo di Dio nasce da ministri ben formati, radicati nella Parola e sostenuti da una profonda vita spirituale. La giornata si è conclusa in un clima di fraternità e condivisione, con una cena comunitaria alla quale hanno preso parte anche alcuni seminaristi dell’esperienza propedeutica. La festa di San Carlo è stata così un’occasione per rinnovare la gratitudine verso un santo che continua a ispirare la vita del Seminario, ricordando a ciascuno che solo un cuore acceso dal fuoco dell’amore di Cristo può illuminare e servire con fedeltà la Chiesa.   di Sem. Mariano Carzedda. [...]

Centenario

La fondazione e i primi anni

Il Pontificio Seminario Regionale Sardo, intitolato al Sacro Cuore di Gesù, nasce a Cuglieri (OR), nella Diocesi di Bosa, nel 1927. In seguito a un desiderio emerso durante il Concilio Plenario Sardo del 1924, il Papa Pio XI con la Costituzione Apostolica Nostrarum partem del 5 agosto 1927, decretò la fondazione di un unico Seminario Maggiore con annessa la Facoltà di Teologia. Il Seminario e la Facoltà furono affidati alla direzione dei Padri della Compagnia di Gesù (Gesuiti), ponendoli sotto il controllo diretto della Santa Sede tramite la Congregazione dei Seminari.