Al via il nuovo anno seminaristico


Dopo l’estate, Settembre è sempre un mese di nuovi inizi; e ben a ragione l’antico calendario sardo, di derivazione agropastorale, da a questo mese il nome di Cabudanni, capodanno. Quest’anno la ripresa della vita comunitaria è caratterizzata da varie novità: la nuova équipe formativa, guidata dal Rettore Don Riccardo Pinna, nuovi ragazzi al primo anno di formazione e senza dubbio, anche per “i più grandi” attese e sentimenti nuovi, in questo nuovo tempo che ci vine donato.

La vita in Seminario è ripresa il 21 settembre per i ragazzi del primo anno, per permettere loro di passare qualche giorno di condivisione con la propria classe, mentre per tutti gli altri il 23. Da subito il Rettore ha invitato la comunità a “guardare in Alto, ad ascendere a quel Mistero che ci chiama a divenire corresponsabili del progetto salvifico che Egli ha per ciascuno”, invito reso ancora più chiaro dal Direttore Spirituale, don Francesco Mameli, nel ritiro spirituale da lui predicato nella mattinata di sabato 25.

Lunedì 27, alla presenza di S.E.R. mons Giovannipaolo Zedda, Vescovo di Iglesias, a rappresentanza dell’intera Conferenza Episcopale Sarda, si è celebrata la Santa Messa di inaugurazione dell’anno seminaristico, a cui hanno preso parte oltre all’équipe, anche i padri spirituali, i confessori e gli educatori dei vari seminari diocesani della Sardegna e le autorità accademiche della Pontificia Facoltà Teologica. 

Nel discorso di saluto per l’occasione, il Rettore don Riccardo ha delineato obbiettivi comuni del cammino del Seminario Regionale, cammino di conversione a uno stile sinodale e di comunione, come più volte il Pontefice invita.

Riportiamo il testo del discorso:

Eccellenza Reverendissima grazie per essere qui tra noi, segno della premura e della paternità che l’Episcopato Sardo nutre verso il Seminario Regionale. Tra sei anni il nostro seminario compirà 100 anni. Sono passati 94 anni da quando questo Seminario ha iniziato a scrivere le pagine di una storia, che ci ha raggiunto fino ad oggi. Una storia segnata dal passaggio da Cuglieri a Cagliari e poi le diverse sedi, da prima nell’ala del seminario arcivescovile e finalmente qui dal 2005 in questa dimora dove i ragazzi tutti i giorni pregano, studiano e crescono nella maturazione della propria fede e della propria umanità. Anche noi vogliamo continuare con i nostri seminaristi a scrivere questa storia mediante la rielaborazione di un progetto educativo, che tenga conto delle sfide attuali che l’evangelizzazione sta incontrando, situazione resa ancora più difficile dall’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo e per la quale anche il nostro seminario ha dovuto faticare tanto.
Anche noi vogliamo iniziare insieme ai nostri Vescovi e alle nostre diocesi un cammino di conversione, in quello spirito sinodale che sta tanto a cuore a Papa Francesco. Abbiamo iniziato sabato con il ritiro spirituale dove è stato presentato il tema di questo anno seminaristico: Eucarestia e Sinodalità.

Eccellenza, ci poniamo all’ascolto della Parola del Signore anche attraverso la sua parola, in quello spirito di figliolanza che deve caratterizzare ogni rapporto tra prete e pastore, in un’obbedienza sincera fautrice di autentica libertà.
Un grazie di cuore a Padre Francesco Maceri, Preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, col quale desidero condividere la gioia e la fatica del percorso accademico dei nostri ragazzi. Inoltre un cordiale benvenuto ai rettori e vicerettori dei seminari diocesani di Sassari, Oristano e Cagliari: segno della vicinanza delle nostre diocesi. Un ringraziamento per la presenza ai Padri spirituali e confessori, e dei collaboratori del seminario. Un vivo ringraziamento al nostro economo prof. Tito Aresu e alle nostre suore Giuseppine. Avremo voluto invitare veramente tutti, familiari dei ragazzi, docenti, parroci di origine e di pastorale, ma per i motivi che ben conosciamo, anche quest’anno abbiamo optato per un’inaugurazione dal tono essenziale e contingentato. Venerdi partiremo in pellegrinaggio ad Assisi sulle orme di San Francesco, per imparare da lui l’essenzialità della vita cristiana e una santità incarnata nel cammino che ci aspetta.
Eccellenza poniamo come intenzione di preghiera in questa santa messa, la crescita e lo sviluppo integrale per i nostri seminaristi perché il Pastore Buono ci faccia gustare la bellezza e la gioia dello stare insieme unitamente alla passione della testimonianza cristiana ai nostri fratelli uomini“.

Affidiamo alla Vergine di Bonaria, Patrona della nostra Sardegna, il cammino del Seminario, perché sia lei a indicarci e porci tutti in Corde Jesu!

Marco Ruggiu, sem.