Dal 30 aprile al 3 maggio abbiamo partecipato, a Misano Adriatico, al Convegno Missionario Giovanni e Seminaristi: un’esperienza intensa di fede, fraternità e condivisione che ha riunito ragazzi, seminaristi e animatori provenienti da diverse realtà. Sono stati giorni ricchi di incontri, momenti di preghiera e occasioni di confronto che hanno lasciato nel cuore di ciascuno il desiderio di continuare a camminare insieme nella fede e nella missione.
Il tema scelto per il convegno, “C’è un tempo per…”, ha accompagnato fin da subito i partecipanti in un percorso scandito dalla preghiera, dalla liturgia e dalla riflessione sul significato della missione oggi. Un tema semplice ma profondo, capace di aiutare tutti a fermarsi e a riflettere sui tempi della propria vita, sulle attese, sui sogni e sulle chiamate che il Signore rivolge a ciascuno.
Ogni giornata è stata caratterizzata da un’espressione particolare: “c’è un tempo per ricordare”, “c’è un tempo per vivere”, “c’è un tempo per sognare”, fino ad arrivare al tempo del “costruire”. Questo itinerario ha aiutato i giovani a rileggere la propria esperienza alla luce del Vangelo e a riconoscere la presenza di Dio nel proprio cammino quotidiano. Attraverso attività, testimonianze e momenti di dialogo, ciascuno ha avuto la possibilità di condividere domande, speranze e desideri, riscoprendo la bellezza del cammino comunitario.
Particolarmente significativo è stato il gesto dell’accensione delle cinque candele dei continenti, simbolo dell’universalità della Chiesa e della chiamata missionaria rivolta a ogni cristiano. Quel momento, vissuto nel silenzio e nella preghiera, ha ricordato a tutti che il Vangelo è destinato a ogni popolo e che ciascuno, nel proprio piccolo, può diventare testimone di speranza e fraternità.
Molto toccanti sono state anche le riflessioni proposte durante il convegno, come il testo di Padre Renato Zillo, che invita ad avere uno sguardo capace di abbracciare il mondo intero, costruendo ponti di fraternità tra i popoli. Allo stesso modo, le parole di Hélder Câmara sul “partire” hanno incoraggiato i giovani a uscire da sé stessi per incontrare gli altri con coraggio, semplicità e amore. Sono stati spunti profondi che hanno aiutato a comprendere come la missione non riguardi solo luoghi lontani, ma inizi prima di tutto nella vita di ogni giorno, nelle relazioni, nell’ascolto e nell’attenzione verso chi ci sta accanto.
Attraverso i brani degli Atti degli Apostoli e del Vangelo di Giovanni, i giovani e i seminaristi hanno riflettuto sulla testimonianza degli apostoli e sull’invito di Gesù a diventare luce del mondo. La Parola ascoltata e condivisa durante questi giorni ha offerto occasioni concrete per interrogarsi sul proprio modo di vivere la fede e sul significato dell’essere cristiani oggi.
Il convegno si è concluso con un forte invito alla speranza e alla missione. Siamo ripartiti portando con noi la consapevolezza che la fede non è qualcosa da vivere individualmente, ma un dono da condividere e testimoniare nel mondo. Ognuno è tornato alla propria realtà con il desiderio di continuare a costruire ponti, vivere il Vangelo nella quotidianità e farsi segno dell’amore di Dio per gli altri.
Attraverso la fraternità, la preghiera e l’ascolto della Parola, questi giorni hanno lasciato nel cuore di tutti la gioia di sentirsi parte di una Chiesa viva e missionaria, capace di guardare al futuro con fiducia e di annunciare, con semplicità e coraggio, che con Dio “tutto è possibile”.
di GAMIS.