Ritiro della Congregazione: Maria, donna esemplare nel rapporto con Gesù


La Congregazione Mariana del Pontificio Seminario Regionale Sardo cura ogni anno un proprio cammino formativo e di catechesi, affinché i congregati possano vivere in maniera sempre più viva e con gioia il proprio carisma. Il tema scelto quest'anno ripercorre una meditazione sulle Litanie Lauretane. Già San Giovanni Paolo II scriveva nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae delle litanie come di un bisogno che l’animo avverte alla fine della preghiera del Santo Rosario di sciogliersi nelle lodi per la Vergine Santa. Il "coronamento di un cammino interiore, che ha portato il fedele a contatto vivo con il mistero di Cristo e della sua Madre Santissima.”

Mercoledì 28 febbraio, alcuni seminaristi membri della Congregazione Mariana sono stati ospiti presso la Parrocchia S. Giusta Vergine Martire in Uta. Dopo la Santa Messa nella chiesa cittadina, don Roberto Maccioni, ha tenuto per i seminaristi una breve catechesi mariana presso il Santuario di Santa Maria in Uta. La riflessione si è concentrata sulla maternità di Maria declinata secondo due litanie in particolare: “Maria Madre della Chiesa” e “Maria Madre di Cristo”. Partendo dalle parole pronunciate da papa San Paolo VI, in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Bonaria il 24 aprile 1970 in cui ha detto che “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”, don Roberto ha ricordato come la devozione mariana, l’iperdulia, sia fondamentale per una fede sana e un rapporto vivo con il Figlio.

Maria, generando Cristo, ha generato noi tutti con Lui. Le doglie del parto, condanna per Eva, risparmiate al corpo immacolato di Maria alla nascita del Cristo, quasi si manifestano nella Madre sotto la Croce, dove nasce la Chiesa con l’affidamento di e a San Giovanni (Gv 19,25-27). Nella riflessione della Chiesa come Corpo, è illuminante l’immagine proposta da San Roberto Bellarmino: in Cristo, capo della Chiesa, Maria è come il collo, attraverso il quale lo Spirito passa e rinvigorisce tutti noi, membra di Cristo, permettendoci di rimanere in comunione e unità con Lui.
Infine, la serata si è conclusa con un piccolo momento conviviale.

Michele Fanunza, CM

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