Nella giornata di martedì 4 novembre, la comunità del Pontificio Seminario Regionale Sardo ha celebrato la solennità liturgica di San Carlo Borromeo, co-patrono del Seminario e modello esemplare di pastore secondo il cuore di Cristo.
Durante le lodi mattutine, è stata proposta la figura del santo come guida per ogni seminarista nel proprio cammino di discernimento. San Carlo, uomo profondamente radicato nella preghiera, seppe coniugare fin da giovane una vita interiore intensa con un instancabile servizio pastorale. Il suo invito a «tenere chiuso il focolare del proprio cuore» rimane un richiamo sempre attuale a custodire il rapporto personale con Cristo come fonte di autenticità e di fecondità apostolica.
Nella celebrazione eucaristica pomeridiana, presieduta da padre Carlo Manunza, gesuita della comunità di Cagliari, il sacerdote ha messo in luce la grande eredità lasciata da San Carlo Borromeo, che con lungimiranza promosse l’istituzione dei seminari come luoghi di formazione integrale dei futuri sacerdoti. Egli seppe leggere le esigenze della Chiesa del suo tempo, riconoscendo la necessità di sacerdoti moralmente saldi e ben preparati intellettualmente, rispondendo con spirito profetico i bisogni della Chiesa universale. San Carlo comprese infatti che la santità del popolo di Dio nasce da ministri ben formati, radicati nella Parola e sostenuti da una profonda vita spirituale.
La giornata si è conclusa in un clima di fraternità e condivisione, con una cena comunitaria alla quale hanno preso parte anche alcuni seminaristi dell’esperienza propedeutica. La festa di San Carlo è stata così un’occasione per rinnovare la gratitudine verso un santo che continua a ispirare la vita del Seminario, ricordando a ciascuno che solo un cuore acceso dal fuoco dell’amore di Cristo può illuminare e servire con fedeltà la Chiesa.
di Sem. Mariano Carzedda.