S’Aspru: un desiderio autentico di vita. L’esperienza del seminarista Mario Fresu, terzo anno, della Diocesi di Ozieri.

A partire dal 3 novembre ho vissuto un’esperienza intensa e trasformativa all’interno della comunità di recupero dalla tossicodipendenza di S’Aspru, guidata da Padre Salvatore Morittu e Padre Stefano Gennari, frati francescani, insieme a un gruppo di volontari e operatori che ogni giorno condividono tempo, competenze e presenza. Fin dal mio arrivo sono stato immerso completamente nella vita quotidiana della comunità, lasciandomi coinvolgere dal ritmo e dalla concretezza delle giornate dei ragazzi. Una quotidianità fatta di lavoro, responsabilità e relazioni, in cui ciascuno opera nei diversi settori: pulizia e cura degli animali, falegnameria, cucina, lavanderia. Ogni ambito non è solo un luogo di attività pratica, ma uno spazio di crescita, di ascolto e di formazione personale. Le prime settimane le ho trascorse nel settore degli animali, dove il contatto diretto con la vita, la fatica e la cura ha rappresentato un primo passo dentro una dimensione concreta, vera. Successivamente sono passato alla falegnameria; in ogni esperienza mi sono lasciato guidare dai ragazzi stessi, dal loro modo di fare, frutto di un percorso paziente di ascolto, di errori, di tentativi e di messa in gioco quotidiana. In loro ho riconosciuto che nel tempo della formazione e del lavoro condiviso non insegnano solo tecniche, ma un atteggiamento: la capacità di stare nel presente, di accogliere i propri limiti, di trasformare la materia il legno, il tempo, la propria storia in qualcosa di nuovo. Le giornate a S’Aspru non sono riempite soltanto dal lavoro. Ogni momento porta con sé un’occasione di apprendimento e di ricerca interiore. I ragazzi sono costantemente invitati a guardarsi dentro, a interrogarsi su ciò che stanno davvero cercando, a riconoscere le proprie capacità e a riscoprire un desiderio autentico di vita. Un cammino che mira non semplicemente al cambiamento, ma alla possibilità di realizzare qualcosa di straordinario, in profondo contrasto con la vita di prima. Questi tempi, che scandiscono il vivere comune, sono diventati pian piano anche i miei. Averli condivisi mi ha permesso un continuo e profondo percepire una sorta di dolce resa a ciò che conta davvero. Una resa che non è rinuncia, ma affidamento a un tempo più lento, a relazioni vere, a un’essenzialità che restituisce senso. S’Aspru, si è rivelato a me come uno spazioi in cui il lavoro, la fraternità e il silenzio diventano strumenti concreti di rinascita per chi vi abita e per chi, come me, ha scelto di camminarvi accanto.

 

di Sem. Mario Fresu.