Nel contesto della prima parte del terzo anno pastorale, previsto dalla nuova Ratio Nationalis della Conferenza Episcopale Italiana, ho trascorso due mesi come seminarista al Sermig di Torino, presso l’Arsenale della Pace. Situato tra Borgo Dora e Barriera di Milano, quartieri segnati da fragilità sociali ma anche da grande vitalità, l’Arsenale rappresenta una risposta concreta alle ferite del territorio. Insieme ad altri tre seminaristi provenienti da diverse diocesi italiane e a un gruppo di giovani presenti in Arsenale, ho condiviso la vita quotidiana, il servizio e la preghiera. L’esperienza è stata accompagnata dalla presenza della Fraternità della Speranza, la comunità religiosa che anima l’Arsenale della Pace, e ha assunto i tratti di una vera conversione missionaria: la preghiera, cuore dell’Arsenale, ha sostenuto ogni attività e orientato l’incontro con persone segnate da povertà e solitudine, restituendo senso e speranza al servizio quotidiano. Questi due mesi si sono rivelati una scuola di umanità e di discernimento vocazionale, aiutandomi a comprendere come il ministero presbiterale non possa prescindere dalla prossimità, dall’ascolto e dalla condivisione. L’Arsenale della Pace ha dato forma concreta a quanto la Ratio indica come essenziale nel cammino formativo: una vocazione che nasce dall’incontro e si nutre di carità vissuta.
di Sem. Michele Fanunza.